L’albicocca è uno dei frutti più attesi nel periodo di transizione tra primavera ed estate.

Il colore acceso, la buccia vellutata, la sua polpa succosa e zuccherina rendono questo frutto una leccornia immancabile per le prime giornate calde, sia durante i pasti che per uno spuntino al volo.

Forse non sai che questi piccoli frutti nascondono anche un passato affascinante, incredibili proprietà e diversi utilizzi inaspettati.

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L’albicocca fra l’antica Cina e Alessandro Magno

L’origine dell’albicocca è lontana nel tempo e nello spazio. La sua storia comincia infatti in Cina, dove era conosciuta e apprezzata già 5000 anni fa. Da lì si diffuse attraverso tutta l’Asia, fino ad arrivare in Armenia, dove sarebbe stata scoperta da Alessandro Magno. Il conquistatore macedone, incantato dal suo sapore, l’avrebbe poi fatta conoscere nelle terre affacciate sul Mediterraneo, tanto che in italiano il suo nocciolo è detto “armellina” e in alcuni dialetti settentrionali la si chiama con termini come armelin o armugnin, che si riferiscono proprio alla sua provenienza armena.

Storicamente, tuttavia, la presenza delle albicocche in Italia si deve ai Romani e, successivamente, agli Arabi, che diedero alla pianta il nome con cui la conosciamo oggi: al-barquq, albicocco.

Concentrati di salute

Oltre che buone, le albicocche sono anche un toccasana per la tua salute. La loro succulenta polpa gialla, oltre a essere fresca e leggera, è anche fonte di vitamina A, B, e C, fibre, sali minerali e antiossidanti, tra cui il beta-carotene. Aiutano quindi a contrastare l’invecchiamento cellulare, mantengono in salute il sistema circolatorio, favoriscono la digestione e proteggono dalle malattie degli occhi.

Inoltre, stimolando la produzione di melanina, contribuiscono a difendere la pelle dai raggi del sole nella stagione calda, migliorando allo stesso tempo la tua abbronzatura!

 

Un frutto molto versatile

L’albicocca può essere consumata così com’è, ma i suoi utilizzi in cucina sono molto variegati. Il più classico la vede come ingrediente per la preparazione di dolci, a fette o sotto forma di confetture, gelatine e marmellate, come nella celeberrima Torta Sacher. Ma la si può utilizzare anche per aggiungere sapore e colore a piatti di carne, soprattutto di maiale e agnello.

Quest’ultimo è un abbinamento tipico della cucina mediorientale, dove si impiegano in particolare le albicocche secche. Dopo essere stati tagliati ed essiccati al sole i frutti possono essere conservati per mesi, mantenendo per di più la maggior parte delle proprie sostanze nutritive.

Puoi usare le albicocche secche come ingrediente per dare un tocco in più ai tuoi piatti o come uno snack buono, sano e comodo da trasportare.

 

Oli per la pelle e liquori

Passando dal mangiare al bere, l’albicocca viene utilizzata anche nella produzione di distillati, chiamati in inglese apricot wine o, se si tratta di superalcolici, apricot brandy.

Nella loro preparazione si utilizzano a volte anche le armelline, che però trovano impiego soprattutto in ambito cosmetico. Dalle loro spremiture si ricava infatti un olio vegetale dalle proprietà emollienti, antinfiammatorie e protettive, che aiuta a lenire eczemi e dermatiti, contrasta smagliature e secchezza della pelle e contribuisce a mantenerla idratata ed elastica.

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